Gli alunni, utilizzando materiali di scarto, hanno rappresentato sia la distruzione in superficie sia il movimento profondo delle faglie, mostrando come nasce un sisma. Il lavoro, realizzato sia individualmente che in gruppo, ha trasformato il fare in conoscenza: un’esperienza tattile e coinvolgente che ha reso visibile l’invisibile, perché imparare con le mani lascia un segno più profondo.
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